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I proverbi della regione Campania
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Ricerche avanzate

'E parole d''e femmene se tenono pe serenata.
Le parole delle donne si considerano alla stregua di una serenata, ossia non vengono tenute in alcun conto... Una volta, almeno, era così.
Campania


Muort'u criature, nun simme cchiù cumpare.
Ad litteram: Morto il bambino, non siamo più compari. In senso traslato: Sciolto il vincolo che ci teneva uniti, trascuriamo o dimentichiamo, per mancata frequentazione o per badare agli interessi propri, quei sentimenti di amicizia, di affetto che sembravano essere alla base del nostro legame. Ma l'amicizia, si sa, deve essere coltivata.
Campania


Aggiu capito: staje tu e n'ati tririce!
Ho compreso: ci sei tu in compagnia di altri tredici. Locuzione proverbiale usata a salace commento quando ci si trovi al cospetto di un individuo palesemente ubriaco (nella smorfia l'ubriaco è contraddistinto con il numero 14 (uno più tredici).
Campania


'E chiacchiere so' femmene, 'e fatte so' uommene.
Le chiacchiere son femmine, i fatti uomini E ciò non soltanto con riguardo al semplice risvolto grammaticale quanto nella convinzione- asserzione che gli uomini producono azioni concrete e serie, mentre le donne solo vuote parole.
Campania


Chi se mette cu ‘e criature, cacato se trova. Oppure, con la medesima valenza, si dice: chi se cocca cu ‘e cane se sose cu ‘e pulice.
Chi è solito contrattare con i ragazzini finisce per imbrattarsi di sterco. Oppure: chi si corica con i cani si desta con le pulci. Id est: non è opportuno avere a che fare con chi è di età, cultura o educazione diversa: ci si rimette sempre qualcosa.
Campania


All'avvucato s'à dda dicere 'a verità, po' sap'isso comme ll'à dda 'mbruglià.
All'avvocato bisogna dire la verità, poi sa lui come deve imbrogliarla.
Campania


'A légge è ffatta p''e fesse.
La legge è fatta per gli sciocchi. I furbi ed i dritti si fanno sempre giustizia con le proprie mani, senza ricorrere al codice o ai tribunali.
Campania


Figlie piccerille: guaie piccerille, figlie gruosse: guaie gruosse, figlie spusate: guaie radduppiate.
Figli piccoli: guai piccoli, figli grandi: guai grandi, figli sposati: guai raddoppiati.Id est: la gravità dei problemi cresce con la crescita dei figli e addirittura si moltiplica quando i figli si sposano.
Campania


Vestirse ‘a fesso.
Vestirsi da fesso. Icastica espressione napoletana che si riferisce al comportamento di chi in talune occasioni fa lo gnorri, si defila, si chiama fuori, tenendo un atteggiamento irresoluto ed inetto per sviare da sé l’attenzione e non esser chiamato in causa in accadimenti che comporterebbero, in caso contrario, una sua fattiva e responsabile partecipazione, che – invece – egli vuole escludere e non vuole conferire trincerandosi perciò dietro una falsa, pretestuosa incapacità di pensiero e/o azione, quasi indossando, a mo’ di mascheratura, un abito da fesso, abito che per solito non è suo. Per es. si veste da fesso chi, mentendo, mostra, per non eseguirlo, di non intendere un comando; ancora: si veste da fesso, fingendosi tale chi vuole indagare e venire a conoscenza di qualcosa che – normalmente – non lo riguarderebbe e che non apprenderebbe comportandosi in maniera ovvia e normale.
Campania


Una cosa nce vo’ p’essere ricco: o ‘a nàsceta, o ‘o pàsceto o ‘na bbona ‘ncurniciatura.
Una cosa ci vuole per esser ricco: o la nascita o la crescita o una grande incorniciatura. Id est: la ricchezza di un uomo proviene o dalla sua nascita (figlio di benestanti dai quali si eredita) o da una continuata applicazione al lavoro (che frutti molto danaro) o dal continuato tradimento della moglie che, facendolo becco il marito spesso puó grandemente facilitare il miglioramento delle condizioni economiche familiari.
Campania


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