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I proverbi della regione Campania
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Ricerche avanzate

Dicere vongole (variante dicere scarole).
Profferire sciocchezze, parlare commettendo strafalcioni logici e/o grammaticali; oggi più semplicemente s'usa dire: dicere fessarie (dire stupidate)ma tutte le espressioni, sia quelle in epigrafe, che quella or ora richiamata ànno tutte la medesima origine atteso che sia il richiamo ittico (vongole) che quello ortofrutticolo (scarole) si riallacciano all'organo sessuale femminile (fessa da cui fessaria) un tempo chiamato alternativamente vongola o scarola.
Campania


Mannà a accattà 'o ttozzabancone.
Ad litteram: mandare a comprare l'urtabancone. Anticamente, quando le famiglie erano numerose, in ogni casa si aggiravano un gran numero di bambini, la cui presenza impediva spesso alle donne di casa di avere un incontro col proprio uomo.Allora, previo accordo, il bottegaio della zona si assumeva il compito di intrattenere, con favolette o distribuzione di piccole leccornie, i bambini che le mamme gli inviavano con la frase stabilita di accattà 'o tozzabancone.Altri tempi ed altre disponibilità!
Campania


Jì ACITO
Ad litteram: Inacidire; ma per traslato, detto nei confronti o riguardi di chi mostri di peggiorare il proprio carattere, diventando intollerante o aspro come l'aceto; l'espressione è usata anche per sottolineare il graduale, naturale decadimento di una persona o per il trascorrere degli anni o per l'indebolimento della di lui salute; in tali occasioni s'usa il gerundio del verbo reggente e s'usa dire: sta jenno acito...
Campania


Foss' 'angiulo 'a vocca vosta!
Ad litteram: fosse di angelo la vostra bocca!Così in maniera gratulatoria ed adesiva si suole commentare una frase augurale o un cordiale auspicio ricevuti volendo significare la speranza che la frase o l'auspicio, promanando da bocca angelica non adusa a mentire, certamente potrà verificarsi a tutto vantaggio di colui cui è stata rivolta la frase augurale o il buon auspiucio.Altre volte la frase in epigrafe è sostituita da: Fosse 'o Ddio! (Lo voglia Iddio!) con medesima valenza della prima frase, anzi rafforzata attesa l'autorità massima che dovrebbe far realizzare l'augurio o l'auspicio.
Campania


A 'nu parmo da 'o culo mio fotta chi vo'.
Ad litteram: Ad un palmo dal mio culo, coisca chi vuole Id est: fate quel che volete purché lo facciate ad una distanza di sicurezza, non chiamandomi in causa o mettendo a rischio la mia integrità....
Campania


Piglià 'nu zzarro.
Cadere in un grossolano errore; incorrere in un madornale equivoco spesso con gravissime conseguenze; la parola zzarro deriva dall'arabo zahr dove indicava qualsiasi pietra che sporgesse nell'acciottolato viario e che era dunque di inciampo ed errore. Da ricordare il termine arabo zahr indicò anche la pietra squadrata su cui erano incisi i numeri del giuoco dei dadi,ed in tale accezione se ne ricavò l'italiano azzardo per indicare l'incertezza e il caso fortuito.
Campania


Piglià sputazze pe llire 'argiento/Piglià fasule pe pastenache.
Letteralmente:Prendere sputi per lire d'argento/ Prender fagioli per carote gialle. In ambedue i casi: incorrere in grossolani errori, scambiando per caso o colpevolmente, aliud pro alio; la prima volgare, becera evenienza occorse in una farsa di Antonio Petito al povero Pulcinella... la seconda evenienza è propria dello sciocco inveterato l'unico che possa confondere i piccoli fagioli, bianchi o rossi che siano, con le tanto più voluminose carote gialle!
Campania


Gente trista, annummenata e vista!
Ad litteram: gente/ persona malvagia, nominata e vista. E'quasi il corrispettivo partenopeo dell'italiano: Quando si parla del diavolo ne spuntano le corna, ma con una maggiore aderenza alla realtà nella quale è più facile incontrare una persona appena nominata, che avere visioni demoniache intere o solo di parti...
Campania


Tirarse 'a pettula.
Ad litteram: tirar dentro la falda anteriore della camicia; id est: crescere, diventar grandi. Un tempo ai bambini s'usava lasciar aperta la braghetta anteriore dei calzoni, affinché i bimbi potessero più agevolmente e rapidamente dar corso alle necessità fisiologiche; dalla braghetta fuoriusciva la falda anteriore della camicia, falda detta: pettula dal lat. pittula diminutivo di pitta. Crescendo non esisteva più simile necessità e gli adolescenti e poi gli adulti, tiravano dentro la pettola, rinfoderandola nella braghetta, dimostrando così d'esser cresciuti.
Campania


'Mmano a cchillo.
Ad litteram: in mano a quello. Id est: in un tempo lontanissimo quasi mitico, quando il potere era nelle mani di un non meglio identificato, ma comunque antichissimo quello: re o imperatore o principe che fosse; l'espressione chiama in causa le mani perché nell'iconografia d'antan il re, ma più spesso l'imperatore o il principe era rappresentato con nelle mani un globo sormontato da una croce, globo che al pari dello scettro rappresentava il potere.Nel napoletano l'espressione 'mmano a cchillo risalente al 1200 fu dopo il 1400 sostituita dall'espressione: a 'e tiempe 'e Pappagone (vedi) o anche: 'mmano a Pappagone ambedue espressioni atte a richiamare, come quella in epigrafe, un tempo lontanissimo.
Campania


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