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I proverbi della regione Campania
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Ricerche avanzate

Fà sciacqua Rosa e bive Agnese.
Locuzione impossibile da tradurre ad litteram, ma densa di significato; con essa si indica la deleteria gara che incorre tra chi più sperperi o dilàpidi comuni sostanze; di tale fatto sono emblematiche figure la Rosa e l’Agnese dell’epigrafe; delle due la Rosa continuava a satollarsi di vino magari accontendandosi di una sciacquatura ossia di vino addizionato d’acqua, o anche di vino puro usato a mo’ di risciacquo della bocca da una precedente bevuta, e l’Agnese lo faceva ancora di più bevendo senza ritegno come nell’antico giuoco del padrone e sotto gioco che si svolgeva nelle bettole tra due giocatori di cui uno – il padrone – poteva imporre all’altro – il sotto – innumerevoli bevute di vino con l’aggravio di dover pagare il vino bevuto.
Campania


Farse vení ‘e riscenzielle.
Ad litteram: farsi venire le convulsioni, i deliquii. Simpatica locuzione che fotografa l’isterico e falso comportamento di chi si lascia andare a piccole strane convulsioni condite di sterili isterismi e stolti capricci: atteggiamento tipico tenuto dalle donne quando vogliono forzare la mano a qualcuno per ottenere ciò che, adducendo normali ragioni o pretesti, non potrebbero raggiungere. Il termine riscenziello, rotacizzazione del più classico discenziello deriva dal latino descensus, col significato di deliquio. ed è usato nel linguaggio popolare oltre che per significare quanto qui sopra illustrato, anche per indicare quei brevi deliqui , più esattamente eclampsie cui vanno soggetti i neonati o i bambini molto piccoli.
Campania


Fà scennere ‘o paraviso ‘nterra.
Ad litteram: far scendere il paradiso in terra Becera locuzione con la quale si significa l'errato comportamento di chi profferisce bestemmie in maniera eccezionalmente violenta e prolungata chiamando quasi sulla terra con una evidente sineddoche tutti gli... abitanti del paradiso.
Campania


Farse passà ‘a fantasia.
Locuzione intraducibile ad litteram in quanto di duplice valenza: una positiva ed una negativa, valenze che per esser comprese necessitano di un’ ampia spiegazione, non riducibile ai tre termini della locuzione che se intesa nella sua valenza positiva sta per: concedersi un gusto spirituale o, più spesso, materiale, raggiungere finalmente e far proprio un oggetto del desiderio lungamente agognato e bramato; in senso negativo la locuzione è usata quando ci si convice che determinati gusti a lungo covati, purtroppo non possono essere soddisfatti o non possono esser fatti propri determinati oggetti a lungo bramati e ci si impone di farsi passar di testa l’idea di raggiungere quegli oggetti o soddisfare quei gusti.
Campania


Farse ‘nteresse.
Locuzione intraducibile ad litteram e che a senso può rendersi con:rimetterci gli interessi; locuzione che fotografa l’amara situazione di chi per conseguire una merce o altro quid sia costretto a sborsare una somma di danaro così eccedente il preventivato da essere costretto ad intaccare altre somme di danaro e perderne così un eventuale interesse che gli fruttavano tenendole ferme in banca.
Campania


Farse afferrà pe pazzo.
Ad litteram: farsi trattenere come un folle. Id est: Cedere (o anche solamente minacciare di cedere) ad un violento attacco d’ira, dando in escandescenze tali da spingere gli astanti a far ricorso, per calmare l’irato, ai più svariati mezzi di contenzione quelli solitamente riservati ai pazzi. L’afferrà della locuzione letteralmente è il contenere con i ferri, mettere i ceppi.
Campania


- Piglià p''o culo
Ad litteram: prendere per il culo id est: ingannare, gabbare qualcuno; locuzione molto più icastica e corposa della corrispondente italiana : prendere per i fondelli, atteso che quella napoletana, più acconciamente, evitando una inutile sinoddoche, chiama in causa il contenuto non il contenente.
Campania


Piglià 'nu terno
Ad litteram: prendere un terno id est: godere di una improvvisa, non preventivata nè cercata fortuna e ciò sia in senso materiale quando si venga fortunatamente, in possesso di una somma di danaro, sia in senso morale quando si verifichino avvenimenti tali da lasciarci soddisfatti e premiati oltre lo sperato.
Campania


- Piglià 'nu bbagno
Ad litteram: prendere un bagno id est: subire un grosso tracollo economico,, ma anche pagare un bene in maniera esorbitante rispetto al preventivato
Campania


-Pigliarse 'a scigna.
Ad litteram: prendersi una scimmia; id est: arrabbiarsi, adontarsi,ubbriacarsi, incollerirsi, ma anche intestardirsi comportandosi caparbiamente ed irrazionalmente tal quale chi è preda dell'ubbriacatura che, in napoletano, è resa con la parola scigna non dissimilmente dal latino simia che nel linguaggio popolare indicava sia l'ubbriachezza che la collera.
Campania


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