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I proverbi della regione Campania
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Ricerche avanzate

1 -Chi chiagne fotte a chi ride. 2 - 'O piccio renne
Letterealmente: 1 - Chi piange frega chi ride. 2 - Il pianto rende. Le due locuzioni appalesano gli ottimi risultati che si possono ottenere con la politica del pianto e del lamento che a lungo andare producono frutti per coloro che la perseguono e mettono in atto
Campania


Cu ll'evera molla ogneduno s'annetta 'o culo!
Letteralmente: con l'erba morbida, ognuno si pulisce il sedere. Id est: chi dimostra di non aver nerbo e/o carattere diventa succube di chiunque ed è destinato, nella vita, ad essere soccombente in qualsiasi occasione e ad essere usato a piacimento degli altri.
Campania


Santu Mangione è 'nu grandu santo.
Letteralmente: San Mangione è un gran santo. La locuzione fa riferimento ad un ipotetico, ma non per questo inesistente, San Mangione, ritenuto dal popolo napoletano il santo protettore dei corrotti e dei concussori, santo potentissimo capace di fare 14 grazie al giorno, addirittura una in più di quel sant'Antonio da Padova, gran taumaturgo accreditato di 13 grazie al giorno.Con l'affermazione in epigrafe si appalesa la disincantata maniera di guardare alla realtà che è propria del napoletano, che - per averlo provato sulla propria pelle - è convinto che la corruzione e non altro, governi l'universo.
Campania


Pe gulio 'e lardo, vasa 'nculo a 'o puorco.
Letteralmente: per desiderio di lardo, bacia il sedere del maiale. Lo si dice di chi pur di ottenere anche un'inezia, è disposto alle più disonorevoli azioni.
Campania


Chi fa bbene, more acciso.
Letteralmente: chi fa il bene, muore ucciso.
Campania


Nce ponno cchiù ll'uocchie ca 'e scuppettate...
Letteralmente: Hanno più potere gli occhi che le schioppettate.Id est:la potenzialità del malocchio è così elevata da produrre più danno delle fucilate ed il popolo napoletano ritiene che sia difficilissimo difendersi dal malocchio.
Campania


Dicette 'onna Vicenza: Addò c'è ggusto nun c'è perdenza.
Letteralmente: Disse donna Vincenza: Dove vi è gusto, non vi è perdita. Id est: ciò che si fa con piacere non genera pentimenti. La locuzione la si usa soprattutto a commento delle azioni di chi trovi gradevoli cose e/o persone ritenute da tutti gli altri repellenti.
Campania


'A raggione s''a pigliano 'e fesse.
Letteralmente: La ragione (che in napoletano va scritta con due g..) se la pigliano gli stupidi. In una discussione spesso uno dei contendenti, senza addivenire ad un pratico corrispettivo, si limita a dare ragione all'altro contendente che però con la frase in epigrafe afferma il suo buon diritto a non esser tacitato dalle sole parole...
Campania


Pe tte ce vò 'o caccavo 'e santa Maria 'a Nova.
Per te occorre il pentolone di santa Maria la Nuova. Con questa locuzione si apostrofa chi è insaziabile, di robustissimo appetito, colui a cui insomma non basta cibo. Si tratta naturalmente di una iperbole in quanto 'o caccavo (il pentolone) era infatti l'enorme pentola in cui i frati di santa Maria la Nova solevano preparare il pasto che quotidiamente offrivano non ad una singola persona, ma ai numerosi poveri accolti nel refettorio del convento annesso alla chiesa omonima.
Campania


'E meglie pariente stanno a' Zecca.
Letteralmente: i migliori parenti stanno alla zecca, intesa non come zona della città, ma come luogo dove si batte moneta, in quanto la locuzione proclama il danaro, miglior congiunto.
Campania


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