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GLI ARTICOLI DI DIALETTANDO.COM:

A Lenga Turrese
La lingua di Torre del Greco - Presentazione

Incominciai per caso a scrivere di cose della lenga turrese.
Leggevo Basile, Lo Cunto de li cunti, e ritrovavo parole del mio dialetto, di quello che parlavo da ragazzo. Parole desuete, scomparse dal parlare quotidiano torrese e napoletano.
Oggi non mi riesce di parlare correntemente il dialetto torrese, per ignoranza e non per vergogna. Troppi anni mi separano dall’uso quotidiano del nostro parlare.
Ma questa ignoranza verbale non mi impedisce di ripercorrere itinerari giovanili nella memoria, alla ricerca di parole e frasi della nostra parlata, quella più antica, meno omologata nel linguaggio dominante napoletano.
In questo viaggio nella memoria mi sono di aiuto prezioso i testi letterari classici e le telefonate di amici carissimi con i quali percorriamo i sentieri dei ricordi torresi.
Un piacevole passatiempo questo che mi accompagna da un paio di anni e che, spero, mi tenga compagnia ancora per molto.
Un passatiempo disorganizzato, intrapreso senza programmazione iniziale e condotto senza metodologia. Cumme vene vene.
Incominciai con una raccolta di parole torresi che poi riversai in un Dizionario della lingua napoletana e torrese, pubblicato su www.torreomnia.com in una prima stesura veloce. Di tanto in tanto aggiungo nuovi termini, correggo quanto scritto ma non mi riesce di portare a compimento una seconda edizione aggiornata, impegnato come sono in altre avventure torresi.
Su richiesta dell’Istituto di Linguistica Campana, www.ilc.it ho redatto un dizionarietto del mare, con termini marinari e della pesca torresi. È stato un vero bagno in mare, una occasione per risentire amici d’infanzia, una passeggiata ncoppabanchina, tra spaselle ‘i treglie e cati ‘i vongole.
Ho curato un dizionarietto antologico del “Mangiare e bere torrese”, un percorso mangiatorio nella memoria e nella letteratura napoletana.
Venimmo a nuje.
Scrivendo di cose torresi, era inevitabile che mi scontrassi con le differenze tra la nostra parlata e quella napoletana. Inutilmente ho cercato precedenti di letteratura in torrese e se qualcuno ne è a conoscenza, mi corregga e mi suggerisca dove trovarli. Sarà per me una grande gioia.
I poeti torresi scrivevano e scrivono in napoletano. Il torrese è ritenuto da molti un dialetto plebeo, una corruzione del napoletano.
Ma il dialetto torrese è o non è una una corruzione del dialetto napoletano?
Una chiara e convincente risposta a questo interrogativo mi è stata inviata, con la massima cortesia, dal professore Nicola De Blasi, illustre linguista e docente dell’Università Federico II di Napoli:
“Provo subito a rispondere a un dilemma che lei pone nello scritto in allegato e in un accenno del suo messaggio. Da un punto di vista linguistico e dialettologico non c’è dubbio che il torrese sia un dialetto diverso dal napoletano dialetti tra loro vicini conservano infatti la propria individualità, anche se per motivi storici possono entrare in contatto e influenzarsi a vicenda. Quindi il puteolano è un dialetto, il napoletano è un altro dialetto e il torrese un altro ancora, così come sono dialetti indipendenti (derivati tutti dal latino) quelli, per esempio, di Caivano, di Monte di Procida, di Bacoli eccetera. Perciò deriva da un errore di prospettiva l’idea che un dialetto possa essere derivato da un altro dialetto o essere la corruzione di un altro dialetto”.
Con tale precisazione e senza riserve mentali di presunta inferiorità di nascita, riprendo il piacevole passatiempo per una proposta di salvataggio della lenga turrese.
Dico “lenga” e non Lingua, con la elle maiuscola. Lenga è la parlata e non occorrono decreti e leggi per asserirne l’esistenza e la validità né per salvarla.
Nel corso di questa esposizione mi capiterà di dire, indifferentemente, “lingua” oppure “dialetto”. Non ne farò una questione di blasone nobiliare e lascio ogni polemica a chi ritiene di essere minorato se la sua parlata è detta dialetto oppure nobilitato se detta lingua. Nun me ne fotto niente.
Con questo lavoro ho cercato di dare un ordine alle stroppole da me scritte sull’argomento, solo per comodità del lettore ma, per il futuro, mi piace proseguire cumme vene vene il viaggio nella lenga turrese.


Salvatore Argenziano


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